Temperamento. Storia di un enigma musicale” è un bellissimo libro del musicista e didatta americano Stuart Isacoff.
L’autore attraversa secoli di ricerche, litigate epistolari e riflessioni sul tema dell’accordatura musicale, oggi generalmente organizzata, nel mondo occidentale, secondo il temperamento equabile, ovvero la suddivisione dell’ottava in 12 semitoni identici.
Ma questa non è sempre stata la norma: di “temperamenti” ne sono esistiti molti, ciascuno con i suoi compromessi tra matematica e bellezza sonora, e l’inevitabile coda di teorici del sì e del no. Si sono cimentati con il problema giganti come Vincenzo Galilei (padre di Galileo), lo stesso Galileo, che affrontò la natura del suono in chiave fisica e partecipò indirettamente al dibattito. Persino Newton, nel suo tentativo di legare musica e spettro luminoso, si trovò a ragionare su proporzioni e rapporti armonici. Mica fuffa eh?
Fu molto più tardi che il temperamento equabile si affermò definitivamente: una scelta che sacrificava parte della ricchezza timbrica delle scale antiche, ma rendeva finalmente possibile la modulazione libera tra tutte le tonalità, e con essa, la musica moderna come la conosciamo oggi. Jazz incluso.
È un libro che si legge in un giorno, ma che può cambiare il modo in cui si ascolta la musica. Provato.













