Diari di Bordo – Un batterista in viaggio – Ep 04

by | Mar 4, 2025 | diari di bordo

 Va bene va bene, Natale, Capodanno e perfino Befana passati. Possiamo riprendere. Dove eravamo rimasti? Ah si, sceso dalla nave. Pensavo ad un comodo viaggetto di ritorno, ma la Qatar Airlines ci ha sbattuti fuori dall’aereo proprio a Sydney, e io ho passato tre giorni attendendo invano che qualcuno si facesse sentire. Ci ha pensato la mia agenzia, e con qualche tappa in più: Bali, tappa tecnica a Singapore per fare il pieno (sembrava una buona idea) e poi Amsterdam. Da li altro volo per Milano.

Pochi giorni dopo mi ritrovo su un aereo per la Germania che, manco a dirlo, non parte. Mi tocca anche aiutare il comandante a tradurre l’inglese per gli italiani a bordo, che boh, aho, macchè, macchedisce etc etc. Interfono, cari passeggeri etc. In effetti, assistente traduttore del comandante mi mancava.

Insomma, ultimamente per prendere un aereo devo fare almeno due tentativi. La vera meta, però, era la Spagna: prima Barcellona per un possibile trasferimento, poi Madrid per iniziare il Gospel Tour con i Joyful and The Spirit of New Orleans…

Spagna?? Trasferimento??

Eh.. si medita si medita… La Spagna è bellissima ed è qualcosa di comprensibile per un Italiano. Cibo sensato, gente amichevole, una lingua intuibile e tanta storia. Unico problema affitti stellari per chi vuole stare nelle città. Ma non demordo.

Ecco, l’impressione è che Spagnoli e Italiani siano sostanzialmente la stessa gente. Meglio ancora, come gli Italiani del Sud. Notavo tra l’altro una certa somiglianza tra alcuni quartieri di Napoli e Barcellona. Mah, qualche storico saprà spiegare. Ma quel che conta è quell’aria familiare e amichevole che in Germania, dove risiedo tra una nave e l’altra, non sono proprio riuscito a trovare.

Del resto, noi Italiani, pur viaggiatori, mente aperta quanto vuoi etc, siamo Latini e abbiamo bisogno di rapportarci con altra gente in maniera semplice, e con quell’attitudine a risolvere le cose col classico piano B, o magari C, basta che non sia A. Sono rimasto colpito dalle signore di un ufficio governativo che, parlando un misto di spagnolo, italiano e un quasi inglese, si sono intranfragrugliate per mezz’ora pur di aiutarmi. Bellissimo. Insomma, boh, vedremo. Ma se Barcellona era una visita esplorativa, Madrid aveva tutt’altro scopo…

Il Gospel Tour

Eh si, quest’anno i Joyful and The Spirit of New Orleans, per l’appunto da New Orleans, mi hanno voluto come batterista e il tour iniziava proprio da Madrid, al museo del Prado, (dove finalmente, dopo 40 anni, ho potuto ammirare il Trittico delle Delizie di Bosch), per poi spostarsi in Italia per il resto del periodo Natalizio.

Ecco, qualcuno potrebbe chiedersi perchè un gruppo Gospel di New Orleans prende un batterista Italiano. Vorrei tanto rispondere che è perchè sono un figo pazzesco, ma la verità è che siamo amici da tanti anni, e sanno che sono un bravo batterista. Quel che voglio dire ai giovani musicisti è che spesso non c’è bisogno di essere “grandi” e neanche i migliori; basta essere bravi, affidabili, saper fare il proprio lavoro e coltivare rapporti amichevoli con altri musicisti. Tutto qui.

Ma questo ve lo racconto meglio nel prossimo episodio. Sto montando un piccolo documentario, tentando di far capire cosa significa suonare con una band del genere, e come al solito condividere esperienze utili.

Un attimo che arrivo eh?

Gio Rossi

 

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