E’ da fine Novembre che sono in Europa, qualche viaggio esplorativo, il Gospel Tour e … poi nulla. Da Gennaio sono fermo per trovare amici e famiglia e magari stabilire qualche nuova relazione con altri musicisti, ma devo dire che qui in Italia sembra tutto un po’ morto. Non che sia una novità ma..
L’evento culturale dell’anno pare debba essere per forza San Remo, non proprio il meglio del meglio, mentre altri eventi, come il Jazz Festival di Torino o Umbria Jazz, non sembrano avere spazio sui grossi media. Si parla di calcio, a volte di Formula 1 e di guerra, che (anzi) è ormai il tema dominante. Quando in un Paese si parla di come vincere guerre, quel Paese è arrivato ad un brutto punto di svolta. L’unico modo di vincere le guerre è proprio “vincere” l’idea stessa di guerra, come disse il mai abbastanza compianto Gino Strada: “la guerra va abolita”. Vedesse oggi…
Insomma, io bene o male giro il mondo, passo da una nave ad una metropoli ad un viaggio e vedo cento cose diverse, sempre con i miei occhi e mai tramite uno schermo, ma quelli che abitano qui e stan sempre qui e vivono e lavorano e sognano e sperano qui e solo qui, come fanno?? Sto anche assistendo ad un proliferare di “espertologi”, raramente con idee chiare, privi di ogni capacità oratoria e retorica, che riducono il discorso pubblico a chiacchiera da osteria, abbassando spaventosamente il giá disastroso livello del dibattito popolare.
È la stessa cosa avvenuta nella musica e nell’arte in genere, dove la mediocritá ha preso piede, fino a poi cedere il posto alla troglodicitá, ormai elevata ad “arte”. Immagino il futuro… Eppure, so che in Italia, volendo, abbiamo grandi artisti, di solito disperati perché non sanno come pagare una bolletta, e intellettuali di prim’ordine, ovviamente cacciati da ogni palcoscenico mediatico. Insomma, sta succedendo quel che temevo, ovvero che in seguito al declino dell’arte, l’intero “sistema Paese” sarebbe necessariamente andato in decadenza.
La soluzione: una presa di coscienza di artisti e “creators”, come li chiamano oggi. Occupatevi di quel che sapete fare, e basta. Oppure studiate, ma smettiamola tutti di creare cose banali, tanto per acchiappare un improbabile seguito e costruirci reputazioni basate su algoritmi. E’ necessario produrre bellezza, come ho sempre affermato, e ricordarci che l’arte serve a far crescere individui e culture, e mai dovrebbe essere tarata sulla comprensione del pubblico. Mai!
Pensateci su.
Gio Rossi













